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Set

30 volte 30. L'apocalisse ed il nocciolo della questione psichiatria in Piemonte

In seguito alla pubblicazione della Deliberazione della Giunta Regionale 3 giugno 2015, n. 30-1517 con oggetto il riordino della rete dei servizi residenziali della Psichiatria a firma congiunta degli Assessori Ferrari e Saitta, si è aperto un nuovo scenari-cavalieriio nella psichiatria piemontese. Sono divampate polemiche, si sono cercate mediazioni, chieste audizioni, prodotti documenti di ogni sorta. Infine c'è stato un ricorso al TAR che ha sospeso la delibera. Il tempo è passato gli scontri continuati. Oggi dopo più di un anno è in arrivo una nuova versione della DGR succitata. Fatte alcune modifiche di poco conto, in sostanza restano un arretramento culturale marcato e l'inizio del disfacimento del lavoro territoriale. Evocare l'apocalisse è troppo? Non crediamo soprattutto andando al nocciolo del problema. Vediamo perché. Dal greco  apó ("da") e kalýptein ("nascosto"), il termine si può intendere come catastrofe o tragedia  ma più propriamente  indica una rivelazione,  una scoperta o il disvelamento di un mistero.

Perché tanta ostinazione in una Giunta Regionale, fatta da persone della cui onestà qui non si dubita? Perché un partito che della concertazione sociale, come il PD, ha sempre fatto un vanto, qui invece si è dimostrato restio, rigido al limite dell'arroganza?

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